TGIF #16 di pioggia e di discorsi sconnessi

Sono giornate pesanti. Con molta pigrizia che aleggia tra una nuvola e l’altra.
Il tempo sicuramente non concilia la mia fiacca forza di volontà.
E devo ammettere che oggi sono svogliata.
Questa settimana è un po’ arrancante, pesante, da metabolizzare bene.
È una settimana di disordine, e io, disordinata cronica, mi sono un po’ stufata e bramerei un equilibrio.
Questo equilibrio arriva dalle piccole gioie, quei piccoli momenti che ti fanno realizzare che quel disordine, alla fine, potrebbe andare peggio e che per quasi tutto una soluzione si trova.
Basta fare un passo indietro e cambiare prospettiva.
I miei piccoli momenti possono arrivare da un cuore verde ricevuto su whatsapp, da una poesia dedicata,  da una personale consapevole considerazione, dalle amiche lontane che ci sono, malgrado l’oceano.
Sostengo sempre più fortemente che siamo fatti di dettagli, che pochi percepiscono, e dovremmo andare alla ricerca delle persone che amano quei dettagli, nonostante tutto.
Credo di aver trascurato per lungo tempo anche io determinati dettagli, ma è una consapevolezza che non voglio più dimenticare, tentando di lamentarmi poco e agendo di più, per migliorare me e la mia vita e magari fare un minimo di differenza in questo schifo di mondo.

Un Chuck famoso scriveva:

La Gioconda di Leonardo non è altro che un migliaio di migliaia di tocchi di colore.
Il David di Michelangelo non è altro che un milione di colpi di scalpello. 
Noi tutti siamo un milione di pezzetti assemblati nel modo giusto.

E oggi, mi sento un po’ “giusta”. Almeno oggi, che è venerdì.

TGIF #10

Esattamente due anni fa scrivevo questo post.

Ne voglio parlare perché questo post è letto periodicamente.
Ora, non so se il lettore sia sempre la stessa persona o diverse persone singole, ma a cadenza regolare nelle statistichedel blog, l’articolo resuscita costantemente.

Era un articolo sulla felicità che confermo in maniera assoluta.
Due anni fa ero più me di quanto potessi immaginare.
E la consapevolezza che qualcuno voglia ricordare o semplicemente leggere qualcosa di mio, sulla felicità, mi dà una profonda sensazione di gioia, forse lo fa solo per percularmi, ma a me piace pensare che in quel momento le mie sensazioni siano condivise con qualcuno, che forse nemmeno conosco.

E questo pensiero mi fa sentire meno insicura.
Scriviamo soprattutto per questo, no? Per essere letti e per essere capiti, sbaglio?

Parlando sempre di statistiche, c’è un’altra cosa che mi gonfia il cuore di immensa gioia.

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Nel pannello “statistiche” del blog,  WordPress fornisce anche l’informazione del paese da cui si è letti, identificando con la relativa bandiera le visualizzazioni o i visitatori.
E da me, c’è sempre una bandierina straniera in prima linea.
E mi muove sempre il cuore. E mi scappa sempre un sorriso.
È come una vicinanza distante: io so che lei c’è, lei sa che io ci sono.
Come quando si riconosce il profumo di qualcuno in un posto affollato. L’associazione viene da sé.

Buon venerdì!

*(da scienziato politico questa parola mi fa più paura di “diritto costituzionale”! #incubo)

TGIF #04

Buon primo pomeriggio e buon venerdì!
In giornate fredde come queste le cose che mi scaldano di più sono:

  • Un gesto gentile da parte di uno sconosciuto, che mi fa ricredere sulla bontà dell’umanità.
  • Condividere il tempo del sonno.
  • Le giornate fredde e luminose, proprio come oggi.
  • Il fatto di non essere l’unica al mondo che fa ragionamenti fuori di testa.
  • 20 giorni a Natale, il che significa 2 settimane e spicci al rientro di mia sorella.

 

TGIF #03

Buongiorno, oggi è un venerdì meno freddo, ma molto grigio, tento di buttargli addosso un po’ di colore.

Le cose che adoro:

  • Dormire, tutto il giorno accoccolata dentro un letto caldo e soffice. E credo che il fatto che mi sveglio, dal lunedì al venerdì, alle 06:30 è un motivo valido per farmi apprezzare ancora di più il dolce dormire e l’ozio.
  • La consapevolezza, malgrado qualche lato oscuro ogni tanto, di stare bene, di stare attraversando un periodo piuttosto felice della mia vita.
  • Imparare da esperienze nuove. Riuscire a trovare un insegnamento da qualsiasi dettaglio.
  • Ridere, cosa che ultimamente faccio spesso e a lungo.
  • La cioccolata fondente, in tutte le salse, fusa, con la panna, nei biscotti, intorno ai biscotti, con il caffè, nei cornetti. Tutta tutta tutta la cioccolata fondente!

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J

Oggi è un altro dei miei primi giorni.

Oggi non è un giorno comune, oggi è il 20 novembre e per me questa data, da un po’ di tempo, rappresenta un giorno speciale: non è più un giorno freddo, non è più un giorno grigio di un mese in equilibrio, è un giorno che si tinge di blu, con occhi che si accendono e mani dolcissime.
Oggi non è un giorno qualunque, anche se le nostre giornate insieme non sono mai giorni qualunque, ma, lasciami dire, che l’intera giornata guadagna più valore, cresce di intensità, e quella gioia che porta il tuo nome e che mi scalda il cuore, oggi è così forte che mi sento esplodere.
E tu, come stai?  Quante cose sono cambiate in questo anno. Te lo saresti mai immaginato?
Oggi non è un giorno qualunque perché è il compleanno del ragazzo col quale il tempo perde significato, della persona incredibile che rappresenta il meglio di me, del pensiero con cui ogni giorno mi sveglio e ogni notte mi addormento.
Oggi è il compleanno dell’uomo che rende speciale il mio tempo con la semplicità di una carezza, che mi aiuta a guarire dalle mie insicurezze e mi ricompone se cado in mille pezzi, è il compleanno dell’uomo che mi sta cambiando la vita in una felicità inarrestabile.
Oggi è il compleanno di J a cui non ho per niente intenzione di chiedere indietro il mio cuore.

Buoni 32, Amore mio!

Sorprendentemente

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Sorprendentemente riesco a ri-conoscermi, riesco a vedermi di nuovo.
Sorprendentemente a volte ho ancora bisogno di fermarmi, prendere qualche secondo e capire che io sono qui, ma non sono più io, o almeno quell’io che ero solita conoscere, non c’è più.
Sono nuova? Sono diversa?
O forse sono semplicemente rinata?
So che sono innamorata e questo mi dà ancora più consapevolezza del coraggio che pensavo di non avere.
È incredibile come un corpo riesca a riprendersi da ferite profonde, ed è ancora più incredibile come il tempo, che mesi fa vedevo come unico nemico, crudele e imbattibile, mi abbia salvato.
Mia madre mi aveva avvertito, “tutto passa” e io non le credevo, troppo testarda, troppo aggrappata a quell’illusione che ogni giorno si frantumava e io, come con un mucchietto di sabbia bagnata, cercavo di ricostruire.
In ginocchio, con i pugni serrati per tentare di conservare quel minimo di sabbia che avevo tra le dita. Essere troppo vicina alla riva e vedere il mio castello, il frutto di tutto il mio impegno venire costantemente indebolito e distrutto dalle onde, e io che ricominciavo, sporcandomi sempre di più, ferendomi sempre di più.
Finché il mare non ha inghiottito pure me e in mezzo a tutta quell’acqua è difficile trovare ogni granello di sabbia che avevo conservato.
Sorprendentemente ho aperto le mani, lasciando andare tutto.
Sorprendentemente quel castello, quel rifugio, che tentavo di costruire per 10 anni non lo vedo più, o meglio, lo vedo per quello che è stato: un errore, che ho voluto consapevolmente commettere, di cui mi pento solo in parte.
Sorprendentemente mi ritrovo a pensare che ho meno colpe di quanto mai abbia potuto immaginare, che probabilmente quel mucchietto di sabbia doveva restare lì, sparso ovunque, chissà dove, senza di me.
Sorprendentemente (ammetto con arroganza) mi ritrovo a pensare che non sono io ad aver perso quel mondo, ma è quel mondo che ha perso me.
Sorprendentemente lasciarlo lì, non mi fa più male.
Non averne più bisogno mi stupisce perché mai avrei creduto di farne a meno e invece, eccomi qui: io non ho più bisogno di lui e mai più ne avrò bisogno.
Sorprendentemente è già passato un anno e io, contro ogni mia aspettativa, sono riuscita a pulirmi da tutta quella sabbia che avevo addosso, sono tornata a riva e mi sto allontanando sempre di più, passo dopo passo, lasciandomi tutto alle spalle.
Sorprendentemente sto abbandonando quel rancore e quella rabbia che mi distruggevano. Mi godo, invece, ogni giorno, con intensità crescente, la Gioia che, ora, abbraccia ogni mio istante.
Il mio rifugio sono io.
La mia felicità non parte più da un castello di sabbia, ma da me e ora più che mai la voglio difendere, senza metterla mai più da parte.
Sorprendentemente, ma nemmeno troppo, scopro la mia resilienza.