La coerenza dell’ipocrisia

Un pazzo, un vero pazzo, non ammetterà mai di essere un pazzo, siccome pazzo.
La stessa sorte è per l’ipocrita.

E sinceramente preferisco la pazzia all’ipocrisia.
1- Perché è più divertente.
2- Perché è potenzialmente curabile.
3- Perché, soprattutto, non ha colpa.

Purtroppo il mondo rinchiude i pazzi e lascia liberi gli ipocriti, ahìnoi.

La specie si divide in 2 categorie:
1- Chi lo ammette
2- Chi NON lo ammette

Io faccio parte della prima categoria.
Ammetto che rientro anch’io in questa indegna parte della popolazione.
Per chi lo ammette, forse c’è salvezza, perché gli ipocriti rei confessi riconoscono il male e potrebbero essere perdonati e trovare salvezza eterna.

Gli ipocriti-ipocriti, quelli che vedono l’ipocrisia negli altri ma non in sé stessi (ahìnoi) non vogliono essere salvati, periranno tra le peggiori sofferenze, ma prima tenteranno il contagio dell’universo.

Cercano le attenzioni mancanti durante l’infanzia in età matura.
Sono tendenzialmente assurdi, ridicoli, sensibbbbbili, “alternativi” e negano anzi ODIANO gli altri alternativi, quando invece tentano semplicemente di emularsi a vicenda!
A volte sono ricoperti di tatuaggi, oppure sono strettamente vegetariani (non vegani perché i vegani appartengono alla categoria “pazzi”), oppure odiano i vegetariani ma sono iper-animalisti, che vanno vestiti (guarda ‘n po’) con le lunghe giacche di pelle.
PELLE. Non ecopelle. PELLE. VERA. DI BESTIA.
Ti guardano dall’alto in basso, perché non sei come loro, ma soprattutto NON LI CAPISCI!(e grazie a dio, perché in realtà NON VOGLIONO essere capiti)
Ti puntano il dito contro accusandoti di essere un essere ignobile quando invece potrebbero benissimo cucirsi quella dannata bocca e guardarsi un po’ allo specchio, ma purtroppo a casa hanno solo specchi di legno.

Sono la categoria peggiore che possa esistere al mondo.
Sopporto di più un piccione, che un ipocrita.

Buon venerdì.

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“E invece ti sei iscritta in palestra” #00

Sì, l’ho fatto.
Mi sono iscritta in palestra.
Io, l’anti-sport per eccellenza.
Io, che rappresento il cittadino onorario della Comunità Mondiale dei Ghiri.
Io, che anche respirare mi fa fatica; l’ho fatto.

Mi sono iscritta.

Il pensiero iniziale è stato quello di dovere mantenere in forma il mio corpo, perché ho realizzato, cadendo nell’angoscia più totale, che tra qualche mese dovrò, per forza, compiere 27 anni.
Oh, 27, fa paura!!!
Usanza vuole che ti arrotondano verso l’altra cifra, quella brutta: il 3!
No. Non esiste!
E poi si sa, che dai 25 anni in poi inizia il tracollo.
Le serate che facevi all’università diventano pura utopia; fare le 3:00 di notte ti lascia rincoglionito per tutta la giornata seguente, ma soprattutto non puoi né mangiare né bere come prima.
Urge adattamento, ergo –> palestra.

Ma non avevo considerato la fatica. Pensando, appunto, di essere resistente come quando avevo 17 anni, ho fatto i conti senza l’oste e come è ovvio,  impiego tutta l’energia che ho per lamentarmi, maledicendo me stessa e il giorno che mi sono iscritta, invece di essere produttiva e “pompa’ ‘a massa”.

Devo ammettere, però, che per un massmediologo o uno scienziato politico come me, la palestra è uno spazio di analisi non indifferente, ovviamente spaventevole, a tratti raccapricciante, ma estremamente affascinante.

Ho deciso, quindi, che inizierò uno studio antropologico della popolazione di questo ambiente.

Ci sarà da divertirsi.

#staytuned