E ora che ho la tua attenzione

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BITCH, PLEASE!

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“E invece ti sei iscritta in palestra” #01 GLI ALLENATORI

L’ambiente palestra è composto da una variopinta ed eterogenea fauna.
Il campo potrebbe essere sintetizzato in 4 macro aree:
1- I Maschi
2- Le Femmine
3- I Cuccioli (femmine e maschi)
4- Gli Allenatori (i personal trainers, per gli anglofili)

Oggi affronterò la quarta area:

GLI ALLENATORI

Senza nulla togliere, trovo che gli Allenatori siano la categoria più facile da analizzare, perché ne esistono prevalentemente di 2 tipologie:
A- Allenatori Squilibrati
B- Allenatori Seri

Il soggetto della prima tipologia è Big Jim.
Tendenzialmente enorme, super-palestrato dai capelli molto corti o rasati (oppure pelato), con sguardo liquido, severo quasi spaventoso che ti vuole irrimediabilmente morta.
E’ un sadico che progetta la tua morte in maniera subdola, violenta e dolorosa.

Il primo giorno di palestra ti sfida ad appenderti, come un prosciutto, ad una macchina di tortura chiamata TRX (o qualcosa del genere) e poi esige che tu riesca a trovare un equilibrio su quelle maledette corde elastiche.
Non ti ascolta e quindi non capisce che tu stai soffrendo come une bestia, ma soprattutto è sordo ad ogni tuo grido di disperazione.
Non si rende conto che stai tentando di spiegargli che sono lustri, forse decenni (diciamo anche secoli), che ti astieni volontariamente dall’attività fisica e che quello che stai facendo ti sta massacrando ogni singolo muscolo del corpo.
Se la ride e ti guarda con un’espressione che ti fa sentire talmente idiota che vorresti impiccarlo con le corde che tieni tra le mani, se soltanto avessi la forza.
Conta, non ti chiedi nemmeno il perché, e ti spinge al limite; nel suo sadismo, è contento di vederti in difficoltà.
Ovviamente gli dici che lo odi, ma questa cosa non fa altro che gonfiare il suo già enorme ego, pompato di non sai che genere di intrugli.

Dopo la tortura, giuri a te stessa di non entrare mai più lì dentro, e invece, col senso di colpa, perché ormai hai fatto l’abbonamento ANNUALE, torni, e se sei abbastanza fortunata (come me) ti ritrovi con l’altra tipologia: l’allenatore serio.

Il soggetto è tendenzialmente tonico, magro, sorridente e soprattutto senziente con la facoltà dell’udito!
Riesce a capirti e ascolta le tue esigenze! Yeeeee!!!
Ti prepara una scheda, che, sebbene sia massacrante per te, è esattamente quello che ci vuole per il tuo fisico.

E’ gentile e la prima settimana ti aiuta per farti capire come funzionano gli attrezzi, i pesi, i macchinari etc.
La terza settimana, invece, ti passa il bilanciere, per lo squat, e sebbene tu voglia morire in quel momento, perché sai benissimo che inizierà un’altra fatica, tieni botta e fai l’esercizio, perché sai che in fondo sta solo facendo il suo lavoro, per te.
La quarta settimana si rende bene conto che sei un disastro e te lo ricorda; scuote la testa, ridendo sotto i baffi e ti prende giustamente per il culo.

In conclusione, entrambe le categorie ti fanno vivere faticosamente l’esperienza della palestra, ma non te la fanno odiare a tal punto da gettare la spugna; anzi, lentamente ti rendi conto che quell’ambiente non è poi così ostile come ti aspettavi,  finché non incontri LE FEMMINE.

#TBC

Lo Hobbit e la Desolazione di Smaug, secondo me

Il film è indubbiamente spettacolare, gli effetti speciali sono mozzafiato, anche se non sono riusciti a mascherare i 12 anni in più di Orlando Bloom (ma si sa, il tempo non è facilmente ingannabile) e la trama, malgrado l’invenzione di Tauriel, è molto fedele al libro.
Stavolta, però, caro P.J., devo dirti di no.

Il film è indubbiamente lento, soporifero e lungo. TROPPO.

Perché di un libricino da 300 pagine, ne hai dovuto tirare fuori TRE film?

Lo so che sei una macchina da soldi e che ti piace tanto guadagnarli, ma i 7000 oscar che hai conquistato non ti bastano? O hai un morboso attaccamento al numero 3?

Io sono più che felice di lasciarti i miei soldi, ma stavolta un po’ ci rosico.

E soprattutto devo confessare che io, forse era la stanchezza, forse l’orario, ma gli ultimi 10 minuti del film ho dormito! Mentre Smaug (povero drago, anch’io mi incazzerei in quella maniera se arrivassero dei ladri a 1- svegliarmi 2- derubarmi!) faceva un casino assurdo, io chiudevo gli occhi,  e non mi è mai capitato, finora, di addormentarmi al cinema.

E credo che sia una forte delusione, sia per te, che per me, caro P.J.
Per me, perché significa che ero cotta, sì, ma che il film mi ha cotto ancora di più invece di mantenermi attenta e vigile.
Per te, perché penso che l’effetto soporifero del film sia una delle cose peggiori che possano capitare ad un regista.

Una cosa buona te la dico: bella prova, sei sempre eccellente, a livello registico puro; sei tu il vero Drago.
Ho adorato la foresta allucinogena, il razzismo degli Elfi, Bard, ma soprattutto Smaug, la sua voce e l’effetto “sputa-fuoco”!

E tanto la storia la sappiamo tutti: vince Bilbo. 

Torna a casa, cambiato dal viaggio e dall’anello (che custodisce nel taschino per decenni), e diventa un misantropo di proporzioni galattiche, fattone, che sogna avventure crescendo un nipote squilibrato tanto quanto lui, che si ritrova a combattere contro un destino, peggiore di quello dello zio!

Peter, perché ci costringi a questa lenta, lentissima agonia invece di riservarci una giusta morte veloce e indolore?