Il loop vertiginoso della dipendenza

Ok.

Di solito va così.

Ti avvicini prudentemente. Diffidente, scostante.
La curiosità è tanta e provi.
Una volta, non farà mica male.
Non fa male, tutt’altro.
E arriva la seconda, la terza e senza che te ne rendi conto quarta e quinta, quasi contemporaneamente.
Finché non ne puoi fare a meno. Per giorni, continui.
Non pensi ad altro, ti svegli, cammini, torni a casa, e non fai altro.
Ti riempe l’esistenza e sai che prima o poi inizierai ad odiarla, perché sei succube e non riesci a smettere.
Allontani il pensiero, ma rimbomba nella tua testa, sempre più forte e quindi ti lasci andare e ne abusi, tutto il tempo, tutto il giorno, finché non consumerà ogni singolo frammento del corpo e del cervello e si va in cerca di qualcos’altro, uguale, diverso, più forte.

Ecco.
Questo è quello che mi succede quando scopro che una nuova canzone mi piace e la metto in loop.

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Ricetta del malumore

Ingredienti:
– 7 giorni di lavoro, dopo il rientro dalle vacanze di Natale
– 700 gr di ansia per i nuovi incarichi
– 800 gr di tensione per le nuove organizzazioni
– 1kg di irritazione personale per storie ancestrali (o litigi vari)
– 5/6 buoni propositi da mantenere
– 2/3 kg da perdere
– 2/3 domande scomode
– 1000 paturnie consce/inconsce
– un pizzico di malinconia
– sindrome premestruale q.b.
– Ore di sonno perse q.b.

Ricetta:
Prendere i 7 giorni e gettarli alle spalle.
Amalgamare 700gr di ansia e 800gr di tensione in una ciotola con i 2/3 kg da perdere e un pizzico di malinconia.
Portare ad ebollizione il chilo di irritazione miscelando con  i buoni propositi.
Unire e far cuocere in forno a 250° c.
Preparare la glassa sciogliendo le paturnie con le domande scomode e le ore di sonno perse.
Lasciare riposare, finché i crampi allo stomaco non sopraggiungono.
Guarnire con la sindrome premestruale.

Buon appetito!