IL FALLIMENTO UMANO

Questo manifesto fa schifo e mi fa schifo, ma il problema principale è che questo manifesto è stato affisso e quindi “approvato”, il che significa che la questione è molto più profonda e malata di quanto possiamo immaginare.
Lavorando in una agenzia di comunicazione so perfettamente i passaggi che si affrontano durante la costruzione di un manifesto.
Per chi non lo sapesse quando si creano le campagne pubblicitarie ci sono: un cliente, un project manager, un account, un copy-writer, un graphic designer e possibilmente del buon senso che colleghi tutto.
Buon senso cioè quella “spinta” che ci permette di formulare un ragionamento affine alla dignità umana.

Se una merda del genere viene approvata significa che l’ignoranza italiana, la disinformazione e la volontà di distorcere e strumentalizzare l’informazione hanno preso il sopravvento.
Significa che il fallimento umano è già iniziato nel nostro paese.

Una campagna di “sensibilizzazione” (come cita nell’angolo in basso a destra) costruita in questo modo dimostra soltanto quanto siamo lontani dall’aver compreso la gravità degli argomenti che nomina.

Non si tratta soltanto di dignità, ma di completo distacco dalle conseguenze che può provocare.
La vergogna che provo in questo momento è infinita, sia come donna che come essere umano, ma oltre alla vergogna provo anche una forte volontà di rivalsa, di battermi.

Battermi ancora più intensamente per i diritti delle donne di scelta a proposito dell’aborto.

Battermi ancora più intensamente affinché si riesca a prevenire il femminicidio, con le dovute sicurezze legali.

E soprattutto battermi affinché questi due atti non vengano confusi, mischiati e soprattutto strumentalizzati in maniera animale.

Annunci

La ragazza sul treno: L’APPARENZA INGANNA

Ritorno.

C’è un ragazzo che fa il viaggio di ritorno con me quasi sempre.
È un ragazzo alto e dalle mani forti, è rasato,  e ha una enorme cicatrice che gli corre dalla fronte alla guancia destra, anche per questo particolare, ha l’aspetto duro: supertatuato, un po’ coatto, parla con un fortissimo accento ternano troncando quasi tutti i verbi.
Veste sempre un’espressione scura e lo sguardo serio.
Discute spesso con i controllori, malgrado abbia l’abbonamento: sembra che gli piaccia attaccare briga, ma non ha tutti i torti considerando il servizio scadente di Trenitalia.
È una presenza agitata, vivace e mi rendo conto che è una persona che può intimidire, ma viene tradito dagli occhi, che sono buoni.
Lo considero ormai un compagno di viaggio, ogni tanto parliamo, tutte le volte che incrociamo gli sguardi, ci salutiamo con un sorriso.
La cosa che mi stupisce è che malgrado la sua apparente durezza e il timore che può incutere, ogni volta che parla al telefono con la moglie la chiama “Amoremio”, così tutto attaccato, come fosse il vero nome, e si scioglie in una dolcezza assoluta.

9 verità e una bugia. (Cattivissima Pepper)

  1. Penso che l’originalità sia un dono di pochissimi.
    Tutto il resto è una copia di una copia, di una copia, di una copia. (semicit.)
  2. Un po’ come i colori pastello le copie sono sempre un po’ sbiadite, tenui, un po’ anonime ed è per questo che non mi piacciono.
  3. E non mi piacciono le persone “pastello”, quelle senza personalità che si limitano ad assorbire atteggiamenti altrui e farli propri, perché a loro volta hanno un’anima sbiadite e anonima.
  4. Devo dire che non ho mai copiato, nemmeno a scuola, e le mie “brutte”, tutto ciò che scrivevo e che scrivo quando le trasferivo/trasferisco in “bella” non erano/sono mai la copia esatta: riesco sempre a cambiare qualcosa, a modificare, a migliorare (magari), come se la mia testa fosse sempre in movimento continuo.
  5. Ed è proprio così, la mia testa e i miei pensieri non si fermano mai, nemmeno quando sono cupi e sporchi, nemmeno quando mi tormentano.
  6. Nemmeno quando divento cattiva. Cosa che ultimamente mi succede spesso.
  7. È una parte di me che non tollero: la cattiveria.
  8. È una parte di me che mi confonde perché sento che mi allontana dalle emozioni ma mi tiene ben salda alla realtà.
    Un ossimoro persistente ed esistenziale che mi si posa addosso e mi ferisce e mi cura.
  9. Penso anche che la cattiveria sia indubbiamente necessaria.
  10. Non sempre necessaria, ma in maniera appropriata e al momento giusto può risultare anche parecchio soddisfacente.