La ragazza sul treno: L’INCOMPRENSIBILE

Ci sono principalmente 2 cose di treni e stazioni che non mi spiego:

1- “Scendere e salire dal treno in movimento è severamente vietato“.
Mi chiedo: chi è la volpe che sale o scende da un treno in corsa, considerando poi che in corsa le porte del treno non si possono aprire?

2- La mia fermata è l’ultima: fine della corsa del treno.
Credo non ci sia bisogno di affannarsi ad uscire, siccome il treno si ferma e aspetta diversi minuti prima di ripartire per la direzione opposta.
Eppure quasi tutti i passeggeri prima che il treno si fermi si posizionano in pole position davanti alle porte come se il controllore li dovesse buttare fuori a calci. Tutte le mattine, quando noto questa lunghissima fila umana che va verso l’uscita, col treno ancora in corsa, mi dico: “Oh, è mattina. Dateve ‘na
calmata.”

Boh.

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Questioni di felicità inaspettata e dinosauri

 

Non esiste nessuna pessima giornata che non può essere sollevata da un dinosauro in tazza e da una sensazione di felicità inaspettata, perché i doni inaspettati sono rari e preziosi e perché l’affetto di persone pure può illuminare un momento buio con una luce splendente e scaldare il cuore.

Buoni propositi per me (2018)

I buoni propositi sono illusioni, ma quest’anno mi vorrei impegnare davvero affinché io riesca a realizzarne almeno un paio.
Vorrei ricominciare a leggere. Ho effettivamente poco tempo e in piena onestà anche poca volontà, ma vorrei davvero ricominciare a leggere come una volta, quando mi divoravo libri su libri e avevo una mente più leggera, meno imbrigliata alle preoccupazioni terrene.
Vorrei imparare a cucinare meglio perché non me la cavo male in cucina, ma vorrei migliorare, vorrei imparare nuove tecniche ed essere più ordinata.
Vorrei riuscire a ritagliarmi del tempo per mettere a posto l’armadio, affinché la ricerca dei vestiti la mattina molto presto mi sia così scomoda e per permettermi di uscire non vestita come una scappata di casa ma come una persona dignitosa. Penso, però, che sia la voglia che il tempo impediranno a questa impresa titanica di essere compiuta.
Vorrei innamorarmi ancora e diversamente, tutti i giorni, di mio marito*: ci sono momenti in cui ci diamo un po’ per scontati, come poi succede naturalmente nelle relazione, ma vorrei mettere impegno tutti i giorni affinché lui possa capire quanto sia importante per me e che assurdo miracolo lui rappresenta per me.
Vorrei viaggiare di più e vorrei riposare di più.
Vorrei avere una vita un po’ più stabile e farmi meno paturnie mentali, ma so perfettamente che queste non sono illusioni, sono proprio utopie.

Concludendo vorrei anche scrivere di più, far sentire un po’ di più la mia voce, dare alle parole il mio personale significato.

*“Marito” poi, che parola strana, ancora non sono abituata.