La ragazza sul treno: LA GENTILEZZA DEGLI ALTI

Andata
Sono, da sempre, stata alta. E rimarrò alta ancora per un po’. La mia statura mi ha sempre comportato un po’ di disagio, sin dalla più tenera età e il disagio è cresciuto con me nel tempo, ed è diventato alto anche lui.
Al cinema mi preoccupo per le persone sedute dietro a me e mi accuccio il più possibile nel sedile; quando sto in gruppo, la mia postura rimane un po’ incurvata perché tento di adeguarmi ad un’altezza media.
Per non parlare del treno. I sedili del treno non credo che siano stati progettati per persone più alte di 1,70m e noi alti stiamo rannicchiati su noi stessi per tentare di sedere in comodità, senza disturbare i vicini di posto.

Oggi come tutte le mattine, mi sono seduta sul mio posto preferito, ho tentato di rimpicciolirmi il più possibile e mi sono addormentata.  Al mio risveglio davanti a me c’era un ragazzo altissimo incastrato tra il mio e il suo sedile, che dormiva anche lui.
Io inavvertitamente avevo allungato le gambe e ci eravamo incastrati educatamente senza toccarci, uno verso il sedile dell’altra.
Ho provato una sorta di tenerezza, perché abbiamo trovato la nostra comodità, e d’istinto mi sono spostata per non disturbarlo, cosa che ha fatto anche lui appena sveglio, perché in realtà noi alti, siamo mossi da quella gentilezza timida di chi ha paura di dare fastidio.

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