La ragazza sul treno: DALLA PARTE DEL TRENO

Andata e Ritorno.

Sento dire tante volte “se queste pareti potessero parlare”, e io mi immagino “se questo treno potesse parlare” chissà cosa direbbe.
Quanto peso nasconde, quanti pensieri custodisce, quante emozioni chiude in sé stesso senza mai rompere o tradire il silenzio.
Nella sua indifferenza metallica il treno diventa amico, confidente e spalla su cui piangere, in ugual misura senza distinzioni, è custode di persone, di sensazioni, di superficialità, di musica e di ignoranza.
Di bellezza quando una coppia si saluta dal finestrino, o una ragazza di soppiatto fa salire il suo cane sul sedile; di fastidio quando una vecchia rompipalle non smette di parlarmi malgrado la mia faccia distrutta e le cuffie nelle orecchie.
Il treno protegge telefonate sussurrate, trasporta la stanchezza della fine della giornata e i sonni stropicciati della mattina.
Quanto peso reale e mentale nasconde questo treno, quante speranze, quanti labirinti mentali, quanti timori: tutti chiusi lì, per sempre, dentro un silenzio di lamiere che sfreccia da una fermata all’altra.

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