La ragazza sul treno: L’APPARENZA INGANNA

Ritorno.

C’è un ragazzo che fa il viaggio di ritorno con me quasi sempre.
È un ragazzo alto e dalle mani forti, è rasato,  e ha una enorme cicatrice che gli corre dalla fronte alla guancia destra, anche per questo particolare, ha l’aspetto duro: supertatuato, un po’ coatto, parla con un fortissimo accento ternano troncando quasi tutti i verbi.
Veste sempre un’espressione scura e lo sguardo serio.
Discute spesso con i controllori, malgrado abbia l’abbonamento: sembra che gli piaccia attaccare briga, ma non ha tutti i torti considerando il servizio scadente di Trenitalia.
È una presenza agitata, vivace e mi rendo conto che è una persona che può intimidire, ma viene tradito dagli occhi, che sono buoni.
Lo considero ormai un compagno di viaggio, ogni tanto parliamo, tutte le volte che incrociamo gli sguardi, ci salutiamo con un sorriso.
La cosa che mi stupisce è che malgrado la sua apparente durezza e il timore che può incutere, ogni volta che parla al telefono con la moglie la chiama “Amoremio”, così tutto attaccato, come fosse il vero nome, e si scioglie in una dolcezza assoluta.

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