Sense8 e un’orgia di sensazioni 

Netflix ormai è diventata una dipendenza.
Andrò dagli ASN (Anonimi Spettatori di Netflix) a fare qualche seduta e poi ricadrò nel baratro, ma nel frattempo, malgrado l’assuefazione, sono abbastanza lucida da proporre una delle serie tv migliori del mio 2016.

In attesa dello speciale episodio di Natale, parliamone!

sens8

TRAMA:
Dopo il misterioso suicidio di una donna, 8 persone di nazionalità diverse, che affrontano realtà apparentemente diverse, entrano in contatto sinaptico/empatico l’una con l’altra, formando un cluster di sensate
Whispers, personaggio malvagio e crudele, dà loro la caccia per sterminarli.
Per salvarsi, oltre ad accogliere l’aiuto di Jonas, un altro sensate piuttosto ambiguo, il cluster dovrà contare sulle sue eterogenee forze.

Descritta così, potrebbe trattarsi di una comunissima serie tv di fantascienza, con qualche sfumatura di paranormale, ma non è così ordinaria come sembra.

È una serie tv intrinsecamente filosofica, che attraverso un sistema di logica induttiva tenta di argomentare tesi che vanno dall’evoluzione genetica alla sofferenza della Solitudine, dall’empatia dell’Amicizia al tentativo di vivere la più grande incognita che ci troviamo davanti ogni giorno: l’Amore, in tutte le sue forme e dimensioni.

Il prodotto, non a caso, è targato Wachowski e quindi non perde occasione di:
– esaminare diverse prospettive di vita.
– interrogarsi sui massimi sistemi della realtà.
– offrire respiro alle percezioni sensoriali umane.

E tenta di amalgamare i tre punti precedenti analizzando l’emarginazione delle vite dei protagonisti, unendoli in un’orgia di sensazioni, non soltanto carnali, ma complete e universali.
Tutto ciò che percepisce un componente del cluster lo percepisce l’intero cluster.
Il senso opprimente di solitudine si esclude attraverso il senso di empatia e di “comunanza”.

La tristezza, la felicità, la passione, il sesso, la paura, la rabbia, il dolore; è tutto singolo ma plurale.
Tutto vissuto all’ennesima potenza perché compreso e completamente condiviso.

Il concetto di sensate è proprio il vissuto emotivo della quotidianità e la riscoperta dell’autenticità e della potenza delle emozioni.
Ed è esattamente qui che si fa potente la critica sociale delle Wachowski.
L’originalità dei sentimenti viene riscoperta in un mondo che si evolve soltanto a livello globale, tecnologico e digitale e lascia da parte l’essenza dell’esistenza, l’umanità.

Al di là dei fatti contingenti alla serie tv, siamo di fronte ad una precisa visione della realtà.
8 ragazzi che vivono la vita, affrontando le responsabilità, i dolori e le gioie, combattendo giorno per giorno la quotidianità di affrontare sé stessi, cercando l’accettazione, cercando l’equilibrio tra ciò che sono e come vengono percepiti.

E secondo questa logica tutti siamo sensate.
Tutti siamo alla costante ricerca dell’Accettazione, dell’Amore e dell’Empatia con i nostri simili, a prescindere da provenienza, genere, religione e condizioni sociali.

Le Wachowski tentano di spronare lo spettatore, esortandolo ad abbandonare le simulazioni di contatto umano delle piattaforme online e a rendere nuovamente reale e soprattutto tattile l’interazione, riscoprendo quanto è intenso vivere concretamente le emozioni.

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