Io prima di “io prima di te”

Mi vergogno molto di aver visto questo film, ma come giustificazione potrei addurre che non pensavo minimamente che fosse così scadente.
Non ho letto il libro e men che meno ho intenzione di leggerlo.
Pensavo che il film fosse strutturato molto meglio e che la trama non fosse così vuota.

Trama:
Louisa, Lou, Clark è la tipica ragazza carina e goffa, altruista e di buon cuore, di famiglia indigente, condita da genitori invadenti, nonno dolce, sorella con prole, che #tiraacampà.
Will Traynor è il tipico rampollo, figlio unico, scapestrato e ribelle, di famiglia aristocratica (che possiede un vero e proprio castello) finito sulla sedia a rotelle, dopo essere stato investito da una motocicletta mentre definiva non so che genere di direttive finanziarie al telefono.
Will ha deciso di suicidarsi perché è incapace di accettare la sua condizione, ma ha dato ai genitori 6 mesi di tempo per accettare la sua decisione.
Camilla Traynor, madre di Will, che non si rassegna all’idea, ha bisogno di un’assistente (dama di compagnia?) per Will, che oltre a fargli compagnia lo faccia desistere dal suo disperato atto estremo.
Louisa Clark, guarda caso ha perso il lavoro e ha estremo bisogno di danari perché oltre a mantenere se stessa deve mantenere, in primis, la sua superpopolosa famiglia, e quindi si presenta in casa Trayor e viene assunta dopo un’orripilante sequela di figure di merda.
L’eccentricità e il variopinto buon umore di Louisa entrano a far parte della quotidianità del giovane Traynor, il quale, dopo una iniziale ritrosia decisamente arrogante e presuntuosa, si innamora perdutamente della ragazza, MA non desiste dalla propria idea di suicidio assistito.
Lou ovviamente è fidanzata con un Neville Paciok cresciuto, molto molto coglione, secco e fanatico del triathlon che chiaramente lascia, poco prima di vincere un bel viaggetto in un posto esotico, incantevole, stupendo e a 5000 stelle, con Will e infermiere al seguito.
Will dopo questa romantica vacanza a tre; lui, lei e l’infermiere, durante la quale si scambia i primi e ultimi baci con la dolce Lou, continua testardo la sua marcia verso la morte autoimposta e senza sentire ragioni alcune, parte con i genitori alla volta della Svizzera.
Lou dapprima disperata e pronta a lasciarlo andare, lo raggiunge e accetta, a malincuore, la sua decisione.
In tutto i due innamorati si scambiano 3 baci. TRE.
Dopo la morte di Will, la ragazza erediterà una piccola fortuna e farà il giro del mondo, indossando calze a righe gialle e nere.

Banale, vuoto e senza senso.
Devo dire che la fotografia è meravigliosa, e la capacità attoriale non è così deludente, ma la trama e la storia d’amore non hanno niente, completamente inconcludenti!
La sabbia tra le dita fa più effetto.
Non c’è un moto ispiratore, l’Amore non si vede, non si percepisce, non è quell’abbraccio caldo che ti fa commuovere.
Non c’è un filo rosso che conduce lo spettatore, è tutto molto piatto.
Già da principio si sa come andrà a finire il film e così finirà, non c’è nessuna svolta, nessun cambiamento effettivo.
‘sti due si amano giusto perché è così che deve andare.

L’eccentricità di lei è contrapposta all’immobilità di lui, ma niente di più.
Lei rimane la ragazza goffa dall’abbigliamento eccentrico e lui rimane il ragazzo problematico che apprezza una vita passata.

mby2

Lei è la crocerossina, manco così brava perché spaventata anche dal somministrargli le pasticche per la pressione, e lui è il tipico ragazzo burbero con problemi, tenebroso e dagli sbalzi di umore.
Un cliché bello e buono.  L’imperatore di tutti i cliché!
La frase più romantica che lui riesce a dirle è “Tu sei più o meno l’unica cosa che mi fa desiderare di svegliarmi.”
“Più o meno” e “Cosa“??!?!
È come dire “Ti amo, ma solo un po’…”
L’Amore non vince, stavolta, è talmente vuoto che diventa rinuncia e accettazione di un’idea insensata.
Anche per questa vuotezza non ho intenzione di leggere il libro e buttare altri soldi.

Lo spirito del film sembra dire “vai, vivi e conquista il mondo tu che sei normale“.
È paradossale e ci trovo una rassegnazione discriminante e un offensivo atteggiamento selettivo verso le condizioni di inabilità e verso tutte le persone che lottano davvero per continuare a vivere e conquistare il mondo malgrado le difficoltà dovute a malattie più o meno gravi e di diversa entità.

Alla fine del film alle mie spalle si aprivano pacchetti di fazzoletti come se non ci fosse un domani, io sinceramente sono rimasta davvero delusa.

In alternativa propongo un film davvero valido: Quasi Amici.

Un pensiero riguardo “Io prima di “io prima di te”

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