Qualche motivo profano per seguire Penny Dreadful

Ho scoperto recentemente Penny Dreadful, serie tv di genere horror/gotico, a mio avviso, eccezionale, ambientata nell’Inghilterra del XIX secolo.
Elenco qui alcuni motivi per appassionarsi allo show.

  1. L’essenza pura del genere horror/gotico
    Ci ritroviamo nella Londra di fine ‘800 proiettati nelle vite dei maggiori protagonisti dei romanzi horror.
    La letteratura inglese horror che prende forma, occhi e voce.
    A chi piace davvero il genere, si stupirà di una così profonda analisi del genere e non potrà staccarsi dallo schermo.
  2. Violenza cruda vs Delicatezza affascinante
    Una storia horror non può non avere tratti demoniaci, spaventosi e raccapriccianti.
    La serie tv ne è completamente pregna, ovviamente.
    Tutte le vicende cardine nascono dal dolore che comporta sangue e violenza, malgrado la crudezza delle immagini: gente sgozzata, sangue ovunque e nudità integrale, sia maschile che femminile, tutto è abbracciato da dialoghi sofisticati, profondi e affascinanti, che mantengono alta l’attenzione con una delicatezza disarmante; per non parlare dell’eleganza dei costumi e delle scenografie, che contribuiscono a dipingere perfettamente un quadro esatto di una Londra Vittoriana decadente.
    La minuziosità dei dettagli è straordinaria.
  3. Caratterizzazione profonda dei protagonisti
    Ovviamente non mi dilungo sull’abilità attoriale del gruppo che è sublime e intensa.
    Ogni ruolo è giocato in maniera decisa e coerente.
    Ogni personaggio si incolla, a livello empatico, allo spettatore e lo spettatore non può fare altro che affezionarsi a tutti i personaggi, buoni e cattivi, amandoli e odiandoli in egual misura, vive con loro e soffre con loro, seguendoli avidamente nelle loro esperienze paranormali e non.
  4. Il dolore
    Ogni storia che si analizza riflette una sofferenza intensa: la morte, la rassegnazione, la solitudine, l’abnegazione di sè.
    Ci sentiamo così vicini ai personaggi perché tutti provano un profondo intenso dolore comune in diverse sfaccettature, ognuno soffre e tenta di modificare la propria sorte andando contro quel dolore. Non è forse il modus vivendi di tutti i tormentati? E chi ha il coraggio di non definirsi tormentato?
  5. Accettazione di sè
    Il leiv motiv della serie tv è la consapevolezza che ognuno di noi nasconde un mostro dentro di sè che provoca sofferenza interna ed esterna.
    Il paranormale è il fulcro della serie, già detto, ma credo che l’idea che si vuole trasmettere vada oltre il paranormale, il fondamentale filo rosso di tutte le stagioni è la ricerca costante e continua di sè stessi, con conseguente accettazione.
    Dare un nome e portare in vita il demonio che abbiamo dentro e riconoscerlo per quello che è, combatterlo e alla fine, accettarlo, tentando di vivere al meglio delle capacità.
  6. La Poesia
    Wordsworth, Blake, Keats, Tennyson, Clare. Citazioni su citazioni su citazioni. Per chi ama la poesia sarà davvero una delizia riscoprirla attraverso le voci dei protagonisti.
  7. Vanessa Ives
    Senza spoiler, dato che si capisce immediatamente, Vanessa Ives è il personaggio chiave della vicenda, interpretata da una straordinaria Eva Green*.
    La donna è tanto tormentata, condannata, vulnerabile e fragile, quanto forte, speciale e coraggiosa. Un personaggio complesso e commovente, amica, amante, figlia, sorella riesce a mantenere in piedi tutti gli altri, finché anche lei non crolla e allora servirà la buona volontà e l’impegno di tutti per aiutarla.

E con i versi di Tennyson vi consiglio vivamente questa serietv.
E che questo settembre inizi bene.

“[…]Beat, happy stars, timing with things below, 
Beat with my heart more blest than heart can tell, 
Blest, but for some dark undercurrent woe
That seems to draw – but it shall not be so:
Let all be well, be well.

*Eva Green è una delle mie attrici preferite, sembra provenire da un altro secolo, ha grande talento ed è oggettivamente bellissima.
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9 Replies to “Qualche motivo profano per seguire Penny Dreadful”

      1. Stessa impressione!!
        (+ manicomio, – far west)
        Purtroppo, da inguaribile romantica, ero consapevole della tragedia finale, ma speravo che si potesse trovare una scappatoia.

        Mi piace

      2. Il far west era un po’ tirato… ma vabbeh, dovevano mettere dentro il background dell’uomo-lupo.
        Ma il meglio, la serie, lo dava nella nebbia di Londra (non so perché, ma i vampiri non mi hanno affascinato stavolta, meglio la Bathory della seconda con le streghe)

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