CATTIVISSIMA PEPPER #25 (Body shaming e Marrone-Cliomakeup-Lucarelli)

Su Facebook è esplosa una profonda polemica sulla descrizione di una foto di instagram, dove posa Emma Marrone.
La foto incriminata è questa:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La polemica è sorta in base al fatto che Emma Marrone dimostra una profonda ipocrisia facendosi fotografare e ammettendo una fisicità che effettivamente non appare.
Si parla di pancetta e cuscinetti quando effettivamente non si vedono.

La risposta di Cliomakeup è molto più coerente col pensiero della qui sopra citata Miss Brown.

 

E immancabile come sempre c’è lei, la Regina della Polemica, che critica la Marrone ed elogia la make up artist italiana più cliccata di youtube.

Immagine 9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E il concetto ci sta, ma io lo ritengo veramente incoerente.

Partiamo dal presupposto che le donne, tutte, sia per i canoni di bellezza dettati negli anni dalla storia, sia per quelli dettati dai media, sia per gli stereotipi sociali da seguire hanno sempre tenuto moltissimo al loro aspetto fisico.

Pensiamo alle donne della storia:
– Cleopatra che si autopucciava nel latte d’asina.
– Elisabetta I che rigida e solerte, coperta fino al collo calcava i pavimenti di Buckingham Palace
– Maria Antonietta, che ha fatto dei capelli bianchi un’icona trendy
– E chi più ne ha più ne metta.

All’inizio della lista però vorrei inserire noi, donne comuni, sempre insoddisfatte del nostro corpo, sempre alla ricerca di una perfezione dettata dall’esterno e non dall’interno.

Imbarazzate di fronte a manichini anoressici e modelle mozzafiato, interdette davanti ad un esempio di donna ideale che non appartiene alla “normalità” e che non potremmo mai raggiungere.

E mi chiedo perché lo shopping online vada così di moda.
Probabilmente oltre alla comodità assodata, conoscendo la nostra “dimensione”, preferiamo di gran lunga il rassicurante e familiare schermo del computer piuttosto che provare capi d’abbigliamento in squallidi camerini, dagli specchi farlocchi, dove la commessa è addestrata a dirci che “stai benissimo!!!” quando invece sembriamo un sacco della spazzatura buttato davanti ad un cassonetto.

Tutto ciò per dire che le tre signorine qui sopra sono un’illusione e quello che tentano di trasmettere è soltanto un’ipocrisia.

Tutt’e tre, sono sicura, che nel loro animo, in profondità, vorrebbero avere un più da qualche parte e un meno da un’altra.
Loro, sopra ogni cosa, seguono i dettami sociali di bellezza e di moda, basti pensare alla professione che ricoprono. Sono 3 donne di spettacolo.

Emma Marrone, cantante, con talento sufficiente (a mio avviso) negli anni è cambiata a livello fisico, sia per crescita ma anche per moda.
Dai capelli alla corpulenza.

Clio, ugualmente, è una make up artist. CAZZO!
Una che campa mettendosi e mettendo lo stucco in faccia.  Clio vive di velleità!

Selvaggia Lucarelli, anche lei, sicuramente, una o due siringhine di botox se le spara da qualche parte nella faccia.

Dunque, vivono tutte di apparenza e fanno tendenza, perché sono influencers, osannate, ammirate e seguite da centinaia di persone, contribuendo a questo circolo vizioso di falsità.

Devo ammettere però che in teoria, IN TEORIA, sono tutte coerenti con quello che tentano di esprimere.
Il concetto di accettazione di sè è giustissimo e intelligente e lo condivido anche io, ma è un pensiero faticoso da custodire e difendere.

Tutti noi siamo così (anche gli uomini sono inclusi), in costante ricerca di essere apprezzati per apprezzarci, tutte le persone sono così, perché ci accettiamo male di fronte agli stereotipi, tutti, e di bellezza, perché l’accettazione di sé si conquista con dolore, soprattutto nel XXI secolo dove chirurgia e diete assurde sono alla portata di tutti e all’ordine del giorno!
Dove i miti di magrezza e “sanità fisica” sono oltre i nostri limiti quotidiani.
Io stessa vorrei cambiarmi con qualcosa di diverso.

Pensiamo a quanto la rincorsa verso un’icona di fisico perfetto trasmetta una fatica in più alla vita delle persone, uomini e donne, ragazze e ragazzi, tutti. E non voglio assolutamente sfociare nelle questioni di problemi alimentari, perché si aprirebbe un altro capitolo difficile.

Se non si ha la taglia giusta ci si sente sbagliati, se non si hanno i capelli tagliati in una certa maniera ci si sente sbagliati.
Perché gli occhi vogliono essere nutriti di bellezza, è vero, ma anche di sostanza.

DURA VERITA’: Alla fine tutti diventiamo brutti e rugosi e dobbiamo accettarlo. Serenamente.

Credo che sia più coerente affermare: “Tutti ci sentiamo dei cessi a pedali e ci sono giorni in cui magari ci sentiamo meno cessi, ma non significa che lo siamo e soprattutto non significa che l’apparenza debba condizionare così fortemente la nostra vita.”

Fanculo ragà, aprite gli occhi, non fatevi rompere i coglioni e possibilmente non fracassate le palle con ipocrita moralità.

 

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