Perché i bulli non vincono

Il mio pensiero va, non soltanto alla ragazzina di 12 anni di Pordenone che si è gettata dalla finestra per via dei bulli, ma a tutti i bambini, ragazzi e persone che tutti i giorni subiscono violenze fisiche e psicologiche e che non sanno come reagire e che pensano che il suicidio sia l’unica soluzione possibile per espiare quel peso.
Non si può tacere di fronte a tutto questo e io a te voglio dire che loro non vincono.

So che hai paura, che quel pensiero così innaturale si insinua nelle ossa, nel sangue e nei pensieri, prima piccolo, insignificante e ignorabile, e poi sempre più grande, fino ad accompagnarti ogni giorno, nella veglia e nel sonno. Un’ombra, sempre più buia, che ti è accanto e che percepisci solo tu; mano a mano il buio si crea  anche dentro, come un demone, che si nutre di te e che sai che nessuno potrà esorcizzare.
Si nutre esattamente come loro, delle paure, delle debolezze, di quei difetti che i tuoi occhi vedono tutti i giorni e da cui fuggi, lui è lì per ricordarti che sei insignificante e loro sono lì per sottolineare il concetto, nella maniera più brutale.

Io lo so che non sai con chi parlare, perché ti senti irrimediabilmente stupid* e cercare una difesa esterna ti fa sentire ancora più inerme, ma cerca qualcuno, cerca un rifugio, un genitore, un amico, cerca quel riparo che possa capirti e non ti arrendere perché lo troverai e sarà più grande di quanto tu possa immaginare.
Te lo prometto.
Perché loro e lui sono come la pioggia, devi solo trovare un ombrello. Sai bene che stare troppo sotto la pioggia senza riparo fa male, a lungo andare ti ammali, quindi corri e trova un riparo e credimi ti accoglierà.
E da lì la pioggia non farà più paura, la vedrai esattamente per cos’è: un’ammasso d’acqua che nemmeno le nuvole vogliono.
Un insignificante frastuono che prima o poi dovrà finire. Dopo qualche tuono, il cielo si aprirà e il sole tornerà a splendere.

Se parli non sei stupid*, se confessi quello che provi non significa che sei debole, piangere insieme a qualcuno ti farà scoprire che le lacrime non sono così pesanti come quando sei sol*.
Quel peso che porti addosso, sappi che lo portano in molti, e non significa che il tuo dolore è comune, ma significa che c’è comprensione, c’è empatia e che, soprattutto, prima o poi se ne andrà.
E loro e lui non vincono. Anzi perderanno, tanto.
Anche se all’apparenza sembrano grandi, forti e invincibili ti garantisco che sono vigliacchi e provano più paura di quanto tu possa immaginare.
Loro sono tanti, ma tu non sei sol*. Ricordati che nessuno merita quel trattamento e tu non meriti quel trattamento.
Tu non meriti quella violenza, tu non meriti la derisione, tu non hai nessuna colpa per essere quello che sei.
Loro meritano invece una punizione. Meritano di tornare al loro stato di umanità, nella maniera più brutale.
E quel pensiero, per quanto spaventoso e per quanto prepotente, può diventare piccolo e invisibile, da non accompagnarti più.

Quindi parla, esprimiti! Tira fuori quella voce, quelle lacrime e ammetti come ti senti, perché dentro di te ne hai piena consapevolezza.
L’unica colpa che puoi avere, se si può parlare di colpa, è quella dell’insicurezza, quell’insicurezza verso te stess* che ti fa buttare via.
Quel rifiuto verso la tua identità, verso quel corpo e quell’anima che sono solo tuoi.
Io ti chiedo di rifiutare di rifiutarti.
È difficile, lo so, quando ti senti sbattuto, faccia a toccare il pavimento, con un braccio dietro la schiena e le lacrime che ti esplodono negli occhi.
E dentro di te, in quell’esatto momento, sai di esserti spezzat*, si fa strada la speranza che quell’umiliazione finisca una volta per tutte e che magari la morte potrebbe essere meno dolorosa. Non c’è niente di più sbagliato. Ti prego, non buttarti via.
Reagisci, trova il tuo riparo, anche in te stess*, anche in quel poco di amore che hai, ritrova te stess*, guardati e pensa che quella soluzione definitiva ha alternative, l’alternativa di una convalescenza, prenditi il tuo tempo e col tempo scoprirai quanto prezios* sei e quanto tu sia indispensabile per te stess*.

Alla fine, quel dolore ti farà crescere, si misurerà con la vita in maniera completa e apprezzandoti, ti sentirai apprezzat*.
Imparerai a ridere e a circondarti di persone che ti amano realmente. Tutto quel dolore ti ha dato una scorciatoia per espiarlo, per guardare la vita con occhi pieni e consapevoli. Riuscirai a leggere le situazioni con coscienza e con responsabilità. Sarai forte e non più invisibile. E per quanto la tua strada sarà tortuosa ti troverai ad affrontarla con coraggio. E quella paura, tornerà, ma saprai come affrontarla. Te lo garantisco.
Il tuo cuore si prenderà la vittoria.
Nel tempo tutto diventerà un ricordo e quel pensiero così innaturale e per te così logico che nutrivi con le tue angosce, ti sembrerà completamente folle e di quegli animali che ti ferivano ricorderai i nomi, le facce, i movimenti, ma li vedrai esattamente per come sono: un ammasso patetico di acqua inutile che nemmeno le nuvole vogliono.

3 pensieri riguardo “Perché i bulli non vincono

  1. Il mio pensiero va a tutti quei genitori che giustificano i comportamenti dei loro figli – bulli come iperattività e troppa intelligenza, come scherzi e non solo. Il mio pensiero va a tutti quei genitori che appena il figlio apre quella sua bocca puzzolente di latte e cereali, immediatamente regalano tutto ciò che il pargolo domanda. Infine il mio pensiero va a quei genitori i cui figli, quando da bambini insultano, anzichè insegnare il rispetto si permettono di ridere assurgendo al fatto che il loro figlio è un esperto.

    Piace a 1 persona

      1. Mah. Tu pensi che tutto è una ruota che gira… E sconteranno in un modo o nell’altro questa loro superficialità. Intanto però le vittime aumentano.

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