Brangelina, l’amore e il mare – By the Sea

Terza regia per Angelina Jolie.
Anni ’70. Sposati da 14 anni, Vanessa (Angelina Jolie), ballerina decaduta, con una sofferenza, e Roland (Brad Pitt), scrittore alcolizzato, viaggiando per le coste della Francia, arrivano davanti ad un mare meraviglioso, per tentare di sciogliere il blocco artistico di lui.
La coppia, nel mutismo e nel distacco reciproci mette in evidenza immediatamente la propria crisi: lui passa la maggior parte delle giornate a bere nel bistrot sotto l’albergo e a chiacchierare d’amore con Michel (il proprietario del bistrot), mentre lei, dietro enormi occhiali da sole e cappelli a falde larghe si chiude nella camera d’albergo, in una prigionia autoinflitta.
Nella camera adiacente arrivano due neosposi e le due coppie dovranno inevitabilmente confrontarsi, soprattutto quando Vanessa scopre un foro nel muro che permette a lei e al marito di spiare i due giovani.

By the Sea è un film che parla d’amore e di matrimonio, specificando che l’uno non è sinonimo dell’altro.
By the Sea
 è la storia di una donna, superficiale, che custodisce e nutre un dolore, senza lasciarlo andare. È la storia di un uomo, che, anche se messo a durissima prova, non rinuncia al suo profondo sentimento verso la moglie. È la storia di una coppia che malgrado le intime fragilità, riesce a trovare una soluzione.
È una favola per adulti, dura e delicata, violenta e dolce che denuncia in un altro tempo la precarietà del rapporto matrimoniale e offre una speranza.
Quando l’amore non basta, in By the Sea basta proprio l’amore a colmare i vuoti assoluti.
Il filo rosso della narrazione dunque è  l’amore, in tutte le sue stagioni: la coppia matura e distaccata di Vanessa e Roland, la neocoppia spensierata e carnale di Lea (Melanie Laurent) e François (Melvin Poupad), la coppia “unica” di Michel (Niels Arestrup) e sua moglie, defunta, il ricordo di un amore vissuto.
Le tre coppie necessariamente si incontrano e scontrano e si confrontano e si alimentano.
Fulcro principale ovviamente è la storia di Vanessa e Roland, i quali, sfiorando forse volutamente la banalità (quale matrimonio non è banale?), descrivono una lotta romantica, dove il ruolo dell’eroe è attribuito al marito e il ruolo dell’antagonista alla moglie.
Le due coppie parallele fanno da spalla ai vertici della storia principale: Michel con il ricordo dell’amore per sua moglie, appoggia Roland nella ricerca della propria musa, mentre Lea e François sono le pedine con cui gioca Vanessa finché non inserisce anche il marito nel suo gioco morboso, ma Roland, con una profonda cognizione vince la partita, stanando la strategia malata della moglie.
La fragilità femminile che nel suo dolore e nella sua instabilità viene spinta al muro e spogliata dalla consapevolezza e dalla comprensione maschile.
Roland inizialmente asseconda Vanessa e successivamente, capendo le sue intenzioni, la protegge, anche e soprattutto da sé stessa.
Siamo di fronte ad una donna gracile sia di aspetto che di spirito, che finge una forza che non ha, e un uomo disperato ma fermo, che inizialmente fugge la presenza della moglie per poi ricercarla minuziosamente e renderla consapevole del suo amore.
Siamo di fronte ad una sfida finita in pareggio, dove entrambi i protagonisti né vincitori né sconfitti, si studiano, si provocano e in fine si conoscono, nuovamente. Si riscoprono.
Angelina dirige sé stessa e suo marito, Brad, in una coppia ideale-non ideale, fatta di problematiche complesse e provocazioni emotive, al margine della violenza psicologica.
Secondo me, il film (giudicato mediocre dalla critica) malgrado i tempi allungati e i silenzi eccessivi, è una prova d’audacia inversa al sistema hollywoodiano.
Il film trovando una struttura più ricercata tenta di entrare goffamente nel cinema d’essay.
Angelina Jolie e Brad Pitt, emblemi assoluti di Hollywood si contrappongono ad esso, con un film indipendente, scavando forse troppo sterilmente nei personaggi, ma almeno dimostrando il tentativo di scavare nell’anima, con la volontà di andare oltre una banalità da botteghino e di scovare le fragilità della vita reale.
Angelina sfida il grande schermo mettendo a nudo forse più di una realtà recitata: mette a nudo sé stessa e attraverso una dimensione completamente quotidiana ci offre la realtà dura e cruda, con un lieto fine.
By the Sea è un film delicato e coraggioso, colorato dai sentimenti più disparati; positivamente androcentrico, dove l’uomo fa l’uomo e riesce con grandi sforzi a scardinare una situazione immobile e drammatica.
By the Sea, a mio avviso, ha tutta l’aria di essere una timida ma intensa dichiarazione d’amore.

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3 Replies to “Brangelina, l’amore e il mare – By the Sea”

  1. Mi è piaciuto molto il tuo post su questo film, non ho ancora avuto modo di vederlo ma ho intenzione di farlo presto perchè mi ha incuriosita molto dal momento che ho visto il primo spot in tv. La Jolie non ha intenzionalmente voluto un film da incassi stratosferici a mio avviso per dimostrare di saper essere molto più profonda anche come regista. A volte la critica stronca ma non sempre riflette le opinioni di quelli che contano, ovvero gli spettatori.. mi riservo ovviamente ulteriori commenti mi piacerebbe vederlo prima 🙂

    SposaFelice WB
    http://sposafelice.wordpress.com

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