C’era una volta…

Questa è una storia comune.
Non è la solita storia della principessa e del “vissero per sempre felici e contenti”.
Non è la solita solfa del cavaliere senza macchia e senza paura che salva la principessa indifesa.
È una storia banale, normale, disfunzionale, di una ragazza banale, normale, disfunzionale.
Questa storia non ha una morale, non ha una fine, ed effettivamente inizia così, a metà.
Immaginate semplicemente una ragazza, a cui, un giorno, di circa 365 giorni fa, strapparono via il cuore, buttandolo da qualche parte lontano.
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È molto semplice il dolore che ne scaturì.
La perdita dell’ingranaggio fondamentale può far perdere il lume e la ragazza, perduto il cuore, perse la ragione, l’amore e la dignità. Cadde a pezzi.

Si incamminò in una disperata ricerca del suo cuore, ormai creduto perso per sempre.

Davanti a sé vedeva una vita insensata e folle, senza cuore e in una cecità folle e insensata iniziò a vagare.
Si gettò in acque profonde e torbide, solcò terre aride e desertiche e in quel cammino così faticoso portò con sé Solitudine e Sofferenza, non vedeva nient’altro accanto a sé.
Nient’altro che lacrime e un vuoto terribile addosso, che ad ogni secondo la divorava da dentro.
Solo tenebra.
Nient’altro che buio, nient’altro che una costante scalata verso una luce lontanissima e debole.
Davanti a sé l’evidenza di una ferita così profonda e irrecuperabile, ma dietro di sé e intorno a sé, con sua grande sorpresa, lentamente scoprì una folla, pronta a sostenerla nei momenti di cedimento e un grillo parlante sulla spalla.
E i suoi occhi tornarono a vedere e la sua pelle a percepire.
Percepire la famiglia, ascoltare gli amici, incontrare persone nuove.
Lentamente, dalla polvere ricompose i suoi pezzi, si stava abituando all’assenza di cuore, ma la folla la incoraggiava a continuare, e cercare. La ricerca, non più disperata, si fece fame di emozioni. Il cuore non era affatto perso. Doveva solo continuare a cercare, attentamente.
Passarono i giorni. Le settimane. E imparò di nuovo a respirare, normalmente.
Quell’assenza si trasformò e divenne sempre più leggera.
Ritrovò nel suo riflesso se stessa, ma diversa e nuova, rigenerata.
Viva.

E un giorno, uno di dotunfolded-1816704quei giorni in cui non ti aspetti la meraviglia, un ragazzo dolcemente le indicò il cuore e lei sussultando si accorse che era proprio lì, dove era solito stare e lo sentì di nuovo battere.

 

 

 

Ma questo è solo l’inizio di un’altra storia.

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