10 domande esistenziali e i miei desideri

Sull’Huffingtonpost ho letto il seguente articolo http://www.huffingtonpost.it/2015/05/27/domande-vita-migliore_n_7449252.html?utm_hp_ref=italy&ref=fbpr

Lo psicologo e scrittore giapponese Kotaro Hisui, buddista, tenta di spiegare come affrontare la vita senza rimpianti in 10 domande e quindi 10 risposte.
Sono domande che per quanto semplici, racchiudono una complessità (permettetemi l’ossimoro) disarmante.
Quali limiti ti imponi?
Per prima cosa provate a sondare quali sono le convinzioni errate e i limiti che vi siete imposti, che vi allontanano dal vivere la vostra vita in libertà. Il rimpianto di non aver fatto abbastanza stupidaggini nasce perché viviamo condizionati dalla preoccupazione di non commettere sciocchezze. Le limitazioni che ti vincolano sono nella tua testa. Superare i nostri limiti dipende da noi e non è poi così difficile. (Hisui)

È estremamente difficile, secondo me, “darsi torto”. Le persone intimamente pensano sempre di avere ragione. Quindi è profondamente difficile capire cosa sia una “convinzione errata”: piuttosto di ammettere un errore, tendiamo a giustificarlo. Non tutti hanno un acume così profondo e critico da ammettere uno sbaglio in modo lucido.
Per quanto riguarda i limiti invece dipende sempre dal contesto, dal carattere di una persona, dallo stato d’animo, dall’ambiente. E’ come stare su un trampolino prima di un tuffo, io posso spingermi fino al bordo, posso restare in bilico, ma poi c’è il vuoto e il vuoto spaventa sempre. Mi tuffo di sicuro, ma quanto tempo impiego, quante variabili ho dentro e intorno a me da affrontare. Secondo me invece di “limitazioni” (che è una parola invalidante) si dovrebbe parlare di “coraggio”, che poi è il concetto stesso di Hisui, con parole ancora più positive delle sue.

Per quanto riguarda me, personalmente, sono arrivata alla conclusione che limitarmi non va bene, e tutti i limiti che mi sono posta finora sono da abbattere con un bazooka. Da farci proprio un buco enorme e buttare giù tutto, perché sono arrivata alla consapevolezza che mi è permesso sbagliare, posso sentirmi libera, ma soprattutto posso crescere a modo mio. 

Su un massimo di 100 punti, quale punteggio assegneresti oggi alla tua vita? 
Quando ci preoccupiamo e ci domandiamo se ce la faremo a portare a termine un compito dovremmo ragionare in termini di punti. Quale punteggio attribuirei alla mia ansia per questa prestazione? Basta per trasformare l’ansia in margine d’azione: ansia pari a 8? Bene c’è margine d’azione. Trasformando in cifre i sentimenti negativi li rendiamo oggettivi e riusciamo ad osservarli meglio. In questo modo quei sentimenti si allontanano da noi. (Hisui)

L’oggettività asettica della matematica. Il tentativo di allontanare i sentimenti negativi etichettandoli con una cifra. Mai pensiero fu più sbagliato, almeno per me.
Oh, Hisui, daje! Da 0 a 100 ci si mette un po’, eh!
Poi che differenza c’è tra 98 e 99?
Quel margine di 1 a cosa serve?
Perché ogni volta che dobbiamo considerare qualcosa tentiamo di quantificarlo, trasformando tutto in numeri.
Sarà che ho un rapporto strano con i numeri.
A questo punto perché non attribuire un colore? Non sarebbe meglio “giudicare” la nostra vita in base a un colore; penso che il nero può nascondere un fascino, mentre lo 0 no.

In questo momento non so proprio attribuire né un numero né un colore alla mia vita. La vedo così piena di sfumature che ovunque mi giro, ogni attimo che passa attribuirei un nuovo numero o un nuovo colore. Oggi, ora, adesso c’è un rosso, intenso, profondo. Sangue.

Se questo fosse il tuo ultimo giorno, considereresti ancora così gravi le angosce che ti assillano in questo momento?
Se ti assilli troppo sarai sconfitto, la vita non dura molto quindi prova a correre al massimo. Andrà bene. Se consideri ogni giorno come se fosse l’ultimo anche le angosce che ti assillano di più sembreranno assurde.

È come pensare al fatto che c’è gente che soffre più di me per lenire il mio dolore. Ed è vero, purtroppo. Il pensiero della morte, della malattia, della fame solleva di sicuro il pensiero, ma tarare la sofferenza su questo è irrispettoso, secondo me. Piuttosto, ognuno gestisce il proprio dolore, nella speranza di attribuirgli la giusta gravità. Tanto il dolore quando arriva, arriva e non ci puoi fare niente (mi dice spesso un amico saggio). Stai lì, soffri e aspetti che passa. Perché prima o poi passa. Accetta il dolore e passa oltre.

Se fosse il mio ultimo giorno mi toglierei qualche sassolino dalle scarpe. Esploderei, nel bene e nel male.

Qual è la tua vita ideale?
Se riuscirai ad emozionarti immaginando il tuo sogno, quello diventerà il motore propulsore del tuo spirito. Dopo di’ a te stesso che hai la volontà di realizzarlo e, con quella intenzione, potrai proseguire, un piccolo passo alla volta. Così facendo, al contrario di quanto pensavi, il tuo sogno si realizzerà facilmente.(Hisui)

“I sogni son deeeesideri, diiii feliiiicitààà!!!” Hisui, ma per favore. Non sono affatto d’accordo, cambiamo di nuovo “sogno” con “obiettivo”. Ultimamente, a livello di periodo storico, il sogno non è più contemplato, è un momento di assenza da questa realtà disastrata.
Lasciamo i sogni dove sono e tentiamo di mantenere una certa razionalità: la perseguibilità di un obiettivo, per quanto semplice è già qualcosa. Io vedo il sogno come un’illusione, nei sogni si può volare, solo con la forza del pensiero, invece l’obiettivo ti fa trovare il modo per librarti sereno. E non importa quanto impegno ci vorrà, prima o poi si persegue.

Per cosa vorresti essere ricordato?
Ciò per cui vuoi essere ricordato dovrebbe essere proprio quello di cui hai maggiormente cura. Quando ti risulta chiaro, diventa chiara anche la via per impiegare al meglio la tua vita. (Hisui)

Nulla da dichiarare. Credo che spesso dimentichiamo di essere circondati da persone esattamente come noi, che piangono e ridono alla stessa maniera e l’unica cosa che possiamo fare è ritrovarci in questa comunanza e fare qualcosa di socialmente utile ed emotivamente utile, ci fossilizziamo troppo su noi stessi e questo non ha senso. Che peso ha il nostro ruolo nel mondo se siamo troppo impegnati a riflettere la nostra immagine solo su noi stessi?

Nella tua vita rendi felice qualcuno?
Chi vorresti far sorridere? Quando ti si accende il cuore al pensiero di far sorridere qualcuno, a chi stai pensando? Quale tipo di felicità, per quante sono le tue possibilità, saresti in grado di far provare agli altri? È finito il tempo del “finora”. L’importante è “d’ora in poi”. (Hisui)

Nulla da dichiarare nemmeno qui. Sono completamente d’accordo. Vorrei far sorridere più persone possibili. Vorrei farle sentire accolte e a loro agio, perché mi regalerebbero una sensazione di libertà e di serenità ineguagliabile.

Sai ricordare i nomi di tutti i tuoi avi?
Tu sei il frutto dell’amore di tutti i tuoi antenati. Affinché tu riesca a crearti un’immagine efficace di ciò, inserisci nell’albero genealogico i nomi di tutti quelli che ricordi. Guardando l’albero genealogico, realizzerai intuitivamente il peso delle tue radici e l’importanza delle vite dei tuoi antenati. (Hisui)

Siamo il frutto di tutte le esperienze che costruiamo con le persone che incrociano il nostro cammino, non soltanto la famiglia. Anche perché, malgrado la famiglia abbia un ruolo fondamentale nella vita di ogni essere umano, ci sono famiglie di cui è meglio non ricordare nulla.

Chi vorresti diventare?
Piuttosto che ottenere successo fingendo di essere chi non sei, non è molto meglio sbagliare, eventualmente, ma vivere rispettando chi sei? È meraviglioso ammirare qualcuno ma non è necessario diventare tale e quale. Quando riuscirai ad accettare te stesso per quello che sei, riuscirai a connetterti col tuo cuore. (Hisui)

Qualcuno dice: nasciamo soli e moriamo soli. In parte è vero, è nel mezzo che c’è un gran casino, ma è pura realtà che dobbiamo abituarci a noi stessi.
Quel nemico che c’è dentro e che nessuno vede, la voce che non ti abbandona mai, prima si capisce, con pregi e difetti, prima si raggiunge una serenità da condividere prima con noi stessi e poi con gli altri.

Io non credo che si tratti di accettazione, più serenamente si potrebbe affrontare l’abitudine, abitudine positiva. Accettare me stessa è difficile, le mie insicurezze mi portano ad un livello di odio verso me stessa devastante, a volte. Il pensiero, però, di potermi abituare a me è più comprensibile e più gestibile. Come andare a correre. È faticoso, ma fa bene e dopo un po’ il corpo assorbe l’attività fisica e ne ha bisogno. Insomma, vorrei diventare la persona più schifosamente felice del mondo. Chiedo troppo?

Se oggi fosse l’ultimo giorno della tua vita, faresti ciò che stavi per fare?
Secondo il medico ricercatore Deepak Chopra, in un giorno, ognuno di noi ha più di seimila pensieri. Per di più, il 90 per cento di quei pensieri è lo stesso del giorno precedente. Con la mente piena di questi pensieri sconclusionati, non apprezzi il vento che soffia in questo preciso istante. (Hisui)

Mmmmh…Hisui, c’hairagggione!

E comunque se fosse l’ultimo giorno della mia vita, lo passerei divertendomi, molto. Ma molto molto molto. In tutti i sensi. 

Finora qual è la cosa che ti ha reso più felice?
Nella vita, la felicità non è un obiettivo da raggiungere. La felicità è il punto di partenza. Grazie alla felicità possiamo indirizzarci verso i nostri sogni. Le persone che seguono la felicità perché sono insoddisfatte della loro condizione attuale, anche dopo aver realizzato un sogno, ciò che vedono è una nuova insoddisfazione. (Hisui)

Quanta verità. Io credo che la felicità si nasconda nei dettagli: un sorriso, una parola, un accorgimento. Bisogna cogliere più dettagli possibili per essere soddisfatti. Non dobbiamo essere così caotici da trascurare quello che abbiamo intorno, perché più si va alla ricerca di una soddisfazione ipotetica, più si soffre, ma soprattutto non si percepisce cosa viviamo di prezioso e si potrebbe presentare il rischio di perdere tanto. 

La cosa che mi rende e mi ha reso più felice è la consapevolezza di poter essere utile a qualcuno. Anche senza rendermene conto. Avere un ruolo di utilità nel mondo, anche se microscopico.  

 

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.