Di sogni e di incubi

Una volta riuscivo a controllare i sogni.
Ultimamente no e se sogno, sono sicuramente incubi. Non incubi con mostri che ti rincorrono, cataclismi o sensazioni di immobilità. Sono incubi parecchio reali. Di gente, di incontri, di parole.

E la mattina mi sveglio con un macigno all’altezza dello stomaco che faccio fatica a togliere.

E sogno te, che mi dici esattamente le stesse cose, che mi prendi, mi distruggi e mi butti come fossi inutile e senza senso, una carta da regalo che finisce dimenticata, acciaccata e strappata in un secchio.
E mi ripeti frasi che ho paura di sentire, perché dicono la verità. Perché i miei 100 passi avanti, dentro la notte, non esistono.
Perché nei sogni sono più vulnerabile, perché nei sogni non ho difese, perché nei sogni non riesco ad affrontarti.
Mi blocchi e mi tieni così stretta che quando mi sveglio sento ancora il peso addosso. E mi domando se mi lascerò condizionare la giornata.
Probabilmente sì.

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