La Dura Verità

Non so voi, ma per me il modo migliore per passare la domenica è sul divano, al buio, guardando film.

E domenica mi sono drogata di film, come se non esistesse un domani.

Ne ho visti un bel po’ e rivisti altrettanti, tra cui “La Dura Verità”.

La frase che più mi ha colpito del film è “4 parole: gli uomini sono semplici.”
Inizialmente davo ragione a quel vichingo di Gerard Butler, anche perché
1- chi sono io per contraddirlo, dato che sembra verosimile che il genere XY sia dotato di una semplicità disarmante: come una linea, che dritta, arriva da un punto all’altro.
2- gli darei ragione anche se mi dicesse di sgozzare 70 capretti.

A prescindere da questo le mie elucubrazioni notturne mi hanno portato a dissentire e togliere qualsiasi tipo di ragione al caro Gerard. #perdonami

Anche le donne sono semplici, caro Gerard.

È che tutti vanno capiti.

Quello che penso, prima di definirci maschi/uomini e femmine/donne, tentando di mitigare la lotta di genere e dare peso alla parità, è che siamo esseri umani.

Questa eterna lotta peni vs vagine secondo me potrebbe finire ritornando al nostro status di esseri umani e in quanto tali siamo tutti diversi, facili, difficili, bellissimi.

Se avessimo una visione della vita da “persone” anziché da genere maschile e femminile andrebbe molto meglio, non pensate?

Facciamo tutti parti del grande insieme del genere umano e ce ne stiamo dimenticando.

Proviamo ogni tanto ad infilarci nei panni degli altri e a tentare di capire come si sta lì dentro.
Seriamente.
Perché dobbiamo lasciare tutto all’ignoranza dell’alzata di spalle?
Io ci sto comodo nei miei panni, sticazzi dei tuoi. 
Eh no. Non va bene!

Io sto comoda nelle mie scarpe, ma non significa che non capisco quanto sia difficile o semplice indossare le tue.
E dovrebbe funzionare così per tutti!

L’unica differenza tra uomo e donna, secondo me, tralasciando semplicità e complessità intrinseche, è che gli uomini non sanno ballare/camminare/stare su scarpe scomode.
Noi donne sì.  È soltanto qui la differenza.
Quindi invito tutti a camminare una sola volta sui tacchi.
Forse le cose si appianerebbero.

Forse quelle differenze che vediamo tutti i giorni tra persona e persona potrebbero farsi più sottili e meno drammatiche.

La verità? La dura verità? Sono delusa.
Quando ci ricorderemo che siamo esseri umani? E che tutti, indistintamente, abbiamo bisogno di un abbraccio vero e sincero e di sentirci dire: “sticazzi, vai bene così come sei.”?

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