L’Arte della Felicità

Immagine

14 settembre 2013. Roma. Cinema Olimpia.

Il buio di persone nasconde le aspettative, le impressioni e la sala.

“Alfredoooo” e il film inizia.
Un urlo di un bambino smarrito che si diffonderà per tutto il film, attraverso la crescita di un uomo che si è perso nella corsa di una vita monotona.
Un uomo disordinato in testa tanto quanto nel taxi, una vecchia mercedes ancora ruggente, come dice lo zio Luciano, che guarda caso, è identico al nostro protagonista, solo più vecchio, saggio e sorridente.
Il tempo che si schiude in un unico istante: il presente.

Il passato va lasciato andare coscientemente e il futuro non è da considerare, non ora almeno.

Il film procede tra emozioni spezzettate del protagonista e dei co-protagonisti e ti senti anche tu passeggero, entri nel taxi con Sergio e t’incazzi e ti agiti esattamente come lui.
Un po’ cliente e un po’ tassista giri, con la pioggia incessante, per una Napoli-mondo, piena di natura, luci, musica, traffico e monnezza; cade a pezzi, ma come l’anima, resta bella quasi pura.
T’inserisci in quell’esistenza, ingabbiata, che poi non è così diversa dalla tua, e ti rendi conto che lì dentro, dentro quell’abitacolo, c’è tutto: la vita, la morte, la religione, l’amore, l’universo. Quello di Sergio e il tuo, di tutti.
In un processo deduttivo-induttivo di micro e macro cosmi che si connettono, ti allacci stretto a quel personaggio dagli occhi del colore dell’acqua e ti chiedi perché sono così duri e tristi.
Ti abbandoni alle lacrime perché sai esattamente cosa sta passando.

Capisci, sì, capisci tutto, ma come Sergio, vuoi andare oltre, sei perso, devi realizzare. Devi percorrere tutto il tragitto per comprenderlo, per assimilarlo e per superarlo, e il collante di tutto: la musica, che ti sveglia dal torpore quotidiano.
La morte, la vita, l’Amore, la Felicità, che dopotutto si riassumono nell’attimo che tutti si lasciano sfuggire: il presente.
Sconosciuti/consiglieri salgono e scendono dal taxi, e tu spiazzato continui a chiederti “Ma perché?E adesso?”.

Rak, fumettista dal talento affilato, ti spinge dentro un film (non chiamatelo cartone, vi prego!) senza scadere nella banalità, abbraccia qualsiasi argomento, dalla politica alla religione, senza il solito qualunquismo, denuncia i disagi intelligentemente, suscitando la riflessione, senza imporla.
Nella musica, nelle emozioni, nei dettagli minuziosi, nella scoperta di sé e in una breve intensissima rinascita, ti fa vivere la tua catarsi.
Ti fa conoscere una Napoli (e il Mondo), sopra le ali di un gabbiano, dentro i sedili sudici di un taxi, nella traiettoria di una macchina-giocattolo per bambini, accompagnandoti con delicatezza commovente, nell’empatia immediata con Sergio.

Uscita dal cinema volevo saltare dentro ogni taxi di Roma e scoprire tutti i Sergio possibili e parlare parlare parlare, però asciugandomi le lacrime, che ripensandoci, ancora mi salgono, ho realizzato che Sergio sono io, sei tu, siamo tutti noi.

Un consiglio: non è un cartone è un film, DA VEDERE ASSOLUTAMENTE.

Per chi fosse interessato:
L’arte della Felicità

APPUNTAMENTI:
21-09 Milano. Cinema Apollo, sala Fedra, ore 13:00 (prima proiezione) e 15:30 (seconda proiezione).

14-11: Nei cinema a Napoli
21-11: Nei cinema in Italia

Twitter: @ArteFelicita (https://twitter.com/ArteFelicita)
Facebook: L’Arte della Felicità – il Film (https://www.facebook.com/ArtedellaFelicitailFilm?fref=ts)

Annunci

One Reply to “L’Arte della Felicità”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...